I livelli di rischio dell'AI Act: vietati, alto rischio, trasparenza, minimo
di Salvatore Croce · Pubblicato il 30 ottobre 2026 · 4 min di lettura
L'AI Act divide i sistemi di AI in quattro livelli di rischio: rischio inaccettabile (vietati), alto rischio (consentiti con obblighi severi), rischio limitato (obblighi di trasparenza) e rischio minimo (nessun obbligo specifico). Conta l'uso e il contesto, non la tecnologia.
La piramide del rischio
Più un uso dell'AI può incidere sui diritti e sulla sicurezza delle persone, più le regole sono severe. Lo stesso modello può finire in livelli diversi a seconda di come lo si usa: per riassumere email è a rischio minimo, per filtrare i curriculum dei candidati è ad alto rischio.
1. Rischio inaccettabile: le pratiche vietate
L'articolo 5 vieta, tra le altre, queste pratiche (in sintesi, con eccezioni previste dal testo). I divieti si applicano dal 2 febbraio 2025; gli ultimi due della lista sono stati aggiunti dal Digital Omnibus (Regolamento (UE) 2026/1744) e si applicano dal 2 dicembre 2026.
- Tecniche subliminali o manipolative che causano danni.
- Sfruttamento delle vulnerabilità di età, disabilità o condizione socio-economica.
- Punteggio sociale (social scoring) che porta a trattamenti sfavorevoli ingiustificati.
- Raccolta non mirata di immagini facciali da internet o da telecamere per creare banche dati di riconoscimento facciale.
- Riconoscimento delle emozioni sul luogo di lavoro e a scuola, salvo ragioni mediche o di sicurezza.
- Categorizzazione biometrica per dedurre dati sensibili, come origine etnica o orientamento politico.
- Identificazione biometrica remota in tempo reale in spazi pubblici da parte delle forze dell'ordine, salvo eccezioni.
- Valutazione del rischio di reato basata solo sulla profilazione di una persona.
- Generazione di immagini, video o audio intimi realistici di una persona identificabile senza il suo consenso (le cosiddette app "nudify").
- Generazione di materiale pedopornografico.
2. Alto rischio
Un sistema è ad alto rischio in due casi: se è un componente di sicurezza di un prodotto già regolato (giocattoli, dispositivi medici, macchine, allegato I) oppure se rientra in uno degli ambiti dell'allegato III:
- Biometria.
- Infrastrutture critiche.
- Istruzione e formazione.
- Occupazione e gestione dei lavoratori, come la selezione dei CV.
- Accesso a servizi essenziali, come la valutazione del merito creditizio o dei rischi assicurativi.
- Forze dell'ordine, migrazione e controllo delle frontiere.
- Giustizia e processi democratici.
Per questi sistemi sono previsti gestione del rischio, qualità dei dati, documentazione tecnica, registrazione degli eventi, trasparenza verso chi li usa, supervisione umana, accuratezza e cybersicurezza, oltre a una valutazione di conformità. Il Digital Omnibus ha rinviato queste scadenze al 2 dicembre 2027 per l'allegato III e al 2 agosto 2028 per l'allegato I: verifica sempre il testo consolidato.
3. Rischio limitato: obblighi di trasparenza
- Chatbot e assistenti: chi interagisce deve sapere di parlare con un'AI.
- Contenuti generati o manipolati, come i deepfake: vanno dichiarati come tali.
- Sistemi di riconoscimento delle emozioni: le persone coinvolte vanno informate.
Questi obblighi si applicano dal 2 agosto 2026. I sistemi generativi già sul mercato prima di quella data hanno tempo fino al 2 dicembre 2026 per marcare come artificiali i contenuti prodotti.
4. Rischio minimo
Filtri antispam, videogiochi e sistemi di raccomandazione semplici non hanno obblighi specifici. Restano valide le altre leggi, come il GDPR, e si possono adottare codici di condotta volontari.
Un caso a parte: i modelli di AI per scopi generali
I grandi modelli che alimentano assistenti come ChatGPT o Gemini sono trattati a parte. I loro fornitori hanno obblighi di documentazione e di rispetto del diritto d'autore, con requisiti aggiuntivi per i modelli con rischio sistemico, dal 2 agosto 2025.
Come capire in quale livello ricadi
- Cosa fa il sistema e a che scopo lo usi?
- In quale contesto: lavoro, credito, istruzione, sanità, sicurezza?
- Su chi ha effetto il suo risultato e quanto può incidere sulla persona?
- Rientra in uno degli ambiti dell'allegato III o in un prodotto regolato?
Domande frequenti
ChatGPT è un sistema ad alto rischio?
Dipende dall'uso. Il modello sottostante ha obblighi propri per il suo fornitore. Chi lo usa per scrivere email ha obblighi limitati, mentre usarlo per decisioni sul personale o sul credito può portare nell'alto rischio.
Chi decide a quale livello appartiene un sistema?
Il fornitore valuta la classificazione e ne risponde. Anche l'utilizzatore deve verificare che l'uso reale non cambi il livello di rischio.
Un filtro antispam è regolato dall'AI Act?
È un sistema a rischio minimo: l'AI Act non impone obblighi specifici, restano valide le altre leggi come il GDPR.
Cosa succede se violo le regole?
Le sanzioni arrivano fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale annuo per le pratiche vietate, e fino a 15 milioni o al 3% per gli altri obblighi.
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