AI literacy: cosa chiede l'articolo 4 dell'AI Act
di Salvatore Croce · Pubblicato il 30 ottobre 2026 · 3 min di lettura
L'articolo 4 dell'AI Act riguarda l'alfabetizzazione in materia di AI (AI literacy): fornitori e utilizzatori di sistemi di AI devono adottare misure per sviluppare le competenze del proprio personale e di chi opera per loro conto. Si applica dal 2 febbraio 2025. Il Digital Omnibus (Regolamento (UE) 2026/1744) ha riformulato l'obbligo in termini di misure per sostenere queste competenze, senza garantire un livello specifico.
Cos'è l'AI literacy
Per AI literacy si intendono le competenze, le conoscenze e la comprensione che permettono di usare l'AI in modo consapevole: sapere come funziona a grandi linee, cosa sa fare, quali rischi comporta e come valutarne i risultati. Non significa saper programmare.
A chi si applica
L'obbligo riguarda i fornitori e gli utilizzatori di sistemi di AI. Quindi non solo le aziende tecnologiche: anche un'organizzazione che usa strumenti come ChatGPT o Copilot nel lavoro quotidiano è un utilizzatore. Le misure devono coprire i dipendenti e le altre persone che operano per conto dell'organizzazione, come consulenti e collaboratori esterni.
Cosa è cambiato con il Digital Omnibus
Secondo le analisi disponibili, la versione originale chiedeva di assicurare, nella misura del possibile, un livello sufficiente di competenze. Dopo il Digital Omnibus, in vigore dal 27 luglio 2026, il testo parla di adottare misure per sostenere lo sviluppo dell'alfabetizzazione in materia di AI. L'obbligo non è stato rinviato: è stato riformulato. Verifica il testo consolidato su EUR-Lex.
Cosa non richiede
- Nessuna certificazione obbligatoria né un corso standard.
- Nessun livello uniforme per tutti: le misure vanno proporzionate a ruolo, conoscenze, esperienza e contesto d'uso.
- Nessuna garanzia di risultato sulla competenza individuale: contano le misure adottate.
Come costruire un programma, in cinque passi
- Mappare gli usi: quali strumenti di AI usano le persone e per quali compiti.
- Definire i livelli: base per tutti, pratico per chi usa gli strumenti ogni giorno, avanzato per chi decide, acquista o gestisce i rischi.
- Formare in modo mirato: cos'è l'AI, limiti e allucinazioni, protezione dei dati, regole interne d'uso.
- Scrivere una policy chiara: cosa si può inserire nei prompt, quali strumenti sono approvati, chi controlla i risultati.
- Documentare e aggiornare: chi ha seguito cosa e quando, con una revisione periodica.
Perché farlo anche se l'obbligo è più morbido
I rischi concreti non dipendono dalla formulazione dell'articolo: errori non rilevati, dati riservati inseriti in strumenti non approvati, decisioni prese su risposte inventate. Persone che capiscono cosa fa l'AI e dove sbaglia sono la prima forma di governance, e la base per tutto il resto del percorso di conformità.
Domande frequenti
Da quando vale l'obbligo di AI literacy?
Dal 2 febbraio 2025. Il Digital Omnibus del 2026 ne ha riformulato il contenuto, ma non ne ha spostato la data di applicazione.
Serve una certificazione per essere in regola?
No. L'AI Act non prevede un attestato obbligatorio né un corso standard: le misure vanno proporzionate a ruoli, competenze e contesto.
Quali sono le sanzioni per l'articolo 4?
Il regolamento non indica un importo specifico per l'articolo 4: l'applicazione spetta alle autorità nazionali e alle norme di ciascuno Stato membro. Verifica la situazione nel tuo paese.
Vale anche per chi usa solo ChatGPT al lavoro?
Sì, in quanto l'organizzazione è un utilizzatore di sistemi di AI. Le misure devono essere proporzionate all'uso, quindi per un uso semplice possono essere leggere.
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